Anch'esse quasi simili a Dio
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Anch'esse quasi simili a Dio |
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Prezzo:
€4.99
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DescrizioneCod. BNIZ004 - Bruna Nizzola - Anch'esse quasi simili a Dio Formato: PDF e EPUB con illustrazioni dell'Autrice * Se si desidera regalare l'e-book occorre specificare l'indirizzo e-mail del ricevente nell'apposito campo qui sotto e poi premere il relativo pulsante "Aggiungi". Autore
Bruna Nizzola è nata a Desenzano del Garda (Bs). Attualmente risiede in Toscana, a Torre del Lago Puccini. La sua attività come pittrice è stata evidenziata da Lodovico Gierut con la pubblicazione “Bruna Nizzola, d’acqua e di colore” nel 1997. Ha esposto in spazi pubblici e privati con opere collocate stabilmente, tra l’altro, nel Museo Storico della Resistenza a Sant’Anna di Stazzema (LU), nel Museo della Carta a Pescia (PT), nel Centro Internazionale di Cultura e Spiritualità Fra’ Benedetto a Sillico di Pieve Fosciana (LU), a Prato, alla Fondazione “Antonio Fineschi” e all’Associazione CLIO promossa dall’Editore Mauro Baroni in Viareggio. Al suo attivo, per la collana “La Versilia e l’arte” curata da Lodovico Gierut, ha anche varie pubblicazioni (illustrate in genere da disegni e chine della stessa autrice): “Il cancello dei ricordi” con nota introduttiva di Manlio Cancogni; “Sinite Parvulos…” (che gode delle simpatiche illustrazioni della pittrice Liliana Marsili); “Il Messaggio”, vincitore del primo premio assoluto per la narrativa edita, nel 3° Concorso Nazionale “S. Bernardo 2001” a San Giovanni in Fiore (Cs) ; la raccolta di liriche “Fili di ragno”; il racconto lungo “La Bugia” ( illustrato, oltre che dall’autrice, anche da valenti artisti: Mauro Capitani, Amedeo Lanci, Renzo Maggi, Domenico Viggiano, Vittorio Zerbi); un originale diario “Una pagina al giorno…” e, per la Casa Editrice Baroni di Viareggio, quattro opere inserite nella collana “Mediterranea”: “Il Dubbio e altri racconti”, “La vita semplice”, poi, in collaborazione con Sauro Farnocchia, “Diverso…d’amore” ed infine “La ribollita” con un saggio e bibliografia ragionata di Mauro Baroni. Questi ultimi volumi sono tutti impreziositi dalle delicate grafiche di Grazia Leoncini. "Anch'esse quasi simili a Dio" è un'opera finora inedita. PresentazionePresentazione di Piera Rossotti PoglianoL’uomo è stato creato, dicono, a immagine e somiglianza di Dio. Uomo, beninteso, nel senso di maschio. La donna è solo “quasi” simile, e la vita di una donna è come quella di un bruco che si libera di un bozzolo solo per trovarsi racchiuso in un bozzolo più grande, senza mai riuscire a diventare farfalla… Per trovare una donna così imbozzolata, non è mica necessario andare tanto lontano, o pensare alle donne afghane, imprigionate nel burka: la storia di Carolina è ambientata in Italia, inizia nella prima metà del secolo scorso, quando raggiungere la par condicio col maschio, sia parroco, maestro, dottore, padre, fratello o marito è praticamente impossibile, come se la donna fosse figlia di un Dio minore. Non merita fare studiare Carolina, tanto, lei è destinata a lavori precari e non specializzati, di “scarso reddito e molta fatica” e, se impegnata nel solo lavoro domestico, risulta “nullafacente”, benché si debba occupare di casa, spesa, cucina, figli, marito, fratello disabile e genitori entrambi allettati. In un modo o nell’altro, poi, è sempre lei la colpevole: se il fratellino è nato disabile, se non riesce ad avere bambini o se i figli prendono una brutta strada... Un’altra di quelle che Bruna Nizzola chiama le sue “piccole storie”, narrata con una prosa lieve e ironica, asciutta e misurata, con sentimento, ma assolutamente senza sentimentalismi.
IncipitLa piccola guardava attonita i genitori cupi e silenziosi, con il viso alterato dai riflessi verdastri della vetrata che li separava dalla sala di terapia intensiva neonatale. Non sapeva ancora quanto quell’avverbio “quasi”, cinque semplici lettere dell’alfabeto, sarebbe diventato incombente sulla sua vita e determinante per l’irraggiungibile par condicio non tanto con il Dio vero, forse indulgente e amoroso con la sua seconda creatura, importante, anche se riciclata da un ossicino del prediletto, quanto con i divini rappresentanti in terra: il parroco, il maestro, il dottore, il padre, il fratello, il marito, il maschio insomma! Allora funzionava così! “Sai, presto avrai un fratellino!” “Davvero? Ma dov’è adesso?” “Ce l’ha ancora la cicogna!” “E quando arriva?” “Presto, presto!” Presto quando? Si chiedeva la bambina che percepiva ansiosa uno strano agitarsi, per colpa del “fratellino”, dei genitori abitualmente tranquilli. “Non toccare, è per il fratellino! Le manine ragionevolmente sudice della candidata sorellina sparivano veloci nelle tasche del grembiulino. Federe ricamate, lenzuolini colorati, camicini dagli azzurri ricami, la culla verniciata di fresco e pile di leggere pezzuole bianche. Tutto era tabù. “Mamma mi comperi...?” “No Carolina, non si può, dobbiamo pensare al fratellino!” “Sarà un maschio! Deve essere un maschio!” Il papà lo proclamava ad alta voce, davanti alla bambina che lo guardava preoccupata. “Ma allora io? Brutti pensieri, pensieri strani si sedimentavano nell’inconscio della piccola anima di una bimbetta di quattro anni. “Io non lo voglio il fratellino! Dite alla cicogna che lo porti a qualcun altro!” “Non dire così. Sei cattiva e porta sfortuna dire certe cose.” |
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