Carlotta (c'è posta anche per me)
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Carlotta (c'è posta anche per me) |
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Prezzo:
€4.99
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DescrizioneCod. BNIZ001 - Bruna Nizzola - Carlotta (c'è posta anche per me) ISBN: 978-88-6690-004-7 Formato: PDF e EPUB In copertina: Paesaggio, © di Bruna Nizzola Il sito di Bruna Nizzola è www.brunanizzola.it Lettura e immagini "Il viaggio di Carlotta" in un delicato video su Youtube: http://www.youtube.com/watch?v=_jNlpQDLoxA
* Se si desidera regalare l'e-book occorre specificare l'indirizzo e-mail del ricevente nell'apposito campo qui sotto e poi premere il relativo pulsante "Aggiungi". Autore
Bruna Nizzola è nata a Desenzano del Garda (Bs). Attualmente risiede in Toscana, a Torre del Lago Puccini. La sua attività come pittrice è stata evidenziata da Lodovico Gierut con la pubblicazione “Bruna Nizzola, d’acqua e di colore” nel 1997. Ha esposto in spazi pubblici e privati con opere collocate stabilmente, tra l’altro, nel Museo Storico della Resistenza a Sant’Anna di Stazzema (LU), nel Museo della Carta a Pescia (PT), nel Centro Internazionale di Cultura e Spiritualità Fra’ Benedetto a Sillico di Pieve Fosciana (LU), a Prato, alla Fondazione “Antonio Fineschi” e all’Associazione CLIO promossa dall’Editore Mauro Baroni in Viareggio. Al suo attivo, per la collana “La Versilia e l’arte” curata da Lodovico Gierut, ha anche varie pubblicazioni (illustrate in genere da disegni e chine della stessa autrice): “Il cancello dei ricordi” con nota introduttiva di Manlio Cancogni; “Sinite Parvulos…” (che gode delle simpatiche illustrazioni della pittrice Liliana Marsili); “Il Messaggio”, vincitore del primo premio assoluto per la narrativa edita, nel 3° Concorso Nazionale “S. Bernardo 2001” a San Giovanni in Fiore (Cs) ; la raccolta di liriche “Fili di ragno”; il racconto lungo “La Bugia” ( illustrato, oltre che dall’autrice, anche da valenti artisti: Mauro Capitani, Amedeo Lanci, Renzo Maggi, Domenico Viggiano, Vittorio Zerbi); un originale diario “Una pagina al giorno…” e, per la Casa Editrice Baroni di Viareggio, quattro opere inserite nella collana “Mediterranea”: “Il Dubbio e altri racconti”, “La vita semplice”, poi, in collaborazione con Sauro Farnocchia, “Diverso…d’amore” ed infine “La ribollita” con un saggio e bibliografia ragionata di Mauro Baroni. Questi ultimi volumi sono tutti impreziositi dalle delicate grafiche di Grazia Leoncini. RecensioneLa poliedrica Bruna Nizzola, ottima pittrice, valida poetessa e scrittrice di vaglia, ci propone un altro volume, come “La ribollita”, di taglio personale e originale per strutturazione formale e capacità evocativa, in cui, attraverso e-mail e flashback illuminanti, riesce a ricostruire mirabilmente, sul filo nostalgico della memoria, facendone assaporare appieno le atmosfere, la storia di una vita che s’intreccia con altre esistenze e che si allarga poi a rappresentare, attraverso situazioni, avvenimenti, comportamenti personali, privati, uno “spaccato” della realtà di un’Italia minore, comune, che dalle angustie e dalle tragedie della II Guerra Mondiale si incammina fidente verso i nostri giorni. E le indubbie capacità affabulatorie di Bruna Nizzola, sulla scansione di un acuto, incisivo scavo interiore, psicologico, fanno sembrare verosimili, addirittura reali, vivi e palpitanti i personaggi del libro e soprattutto Carlotta, delineata e seguita con particolare cura e nostalgica simpatia nel suo percorso umano, evolutivo, fisico e psichico, dall’infanzia irta di difficoltà e tuttavia serena, intessuta di teneri sogni per quel leopardiano “vago avvenir che in mente aveva”, su fino alle amare disillusioni e alla caduta nei gorghi della disperazione, per poi riemergere e riapprodare ai lidi di una matura saggezza temprata dalle delusioni e dalle sofferenze. Una parabola esistenziale paradigmatica che conduce verso un ridimensionato ma ancor caldo “amor vitae”, “toto corde”, alla Violetta Parra: “Amo la vita che m’ha dato tanto, m’ha dato il riso e m’ha dato il pianto”, di stampo garboliano: “La gioia di vivere è la capacità di vedere il mondo nella sua malignità e nella sua sofferenza, ma anche di assolverlo. E dopo averlo assolto, di amarlo”.
Il tutto intriso del nostalgico piacere del ricordo mitigato talora da una sottile vena umoristica che non guasta ed esaltato dalla consueta verve narrativa “nizzoliana”, dal dichiarato piacere di raccontare e inventare storie con qualche connotazione personale secondo il flaubertiano “Madame Bovary c’est moi”, in un linguaggio flessibile, moderno, efficacissimo. E ciò senza la pretesa di voler impartire lezioni, mostrando, questo sì, tanta bonaria simpatia verso un’umanità semplice, talvolta anche un po’ “imbranata”, che si muove in atmosfere di altri tempi perfettamente ricreate nella mentalità, negli scrupoli (e negli approfitti) morali, nelle modeste aspettative: una “stagione” lontana ma ancora viva e palpitante nel cuore di Bruna. Il libro entra subito nel vivo con la presentazione della timida Carlotta, con i suoi tipici calzettoni e gonnella scozzese, con i suoi capelli “imprigionati in treccine infiocchettate di bianco o di rosa oppure tagliati corti da nervose sforbiciate” della nonna, con le sue “ginocchia ossute, spesso adorne di brutte crostacce” o con ferite sottoposte ad infettarsi, la quale, uscita dai terrori della guerra, trova subito un nuovo motivo di turbamento nella paura dell’interrogazione del professor Giulini “elegante, severo, ma giusto”: un insegnante d’altri tempi segnati dalle diete forzate per la misera razione personale prevista “dai tagliandi delle tessere annonarie che ignoravano vitamine, grassi, sali minerali e tante altre cosucce” e “infelicitati” dalla quotidiana “penitenza” delle nauseanti cucchiaiate d’olio di fegato di merluzzo, ritenuto “miracoloso”. E, su questo frizzante “incipit”, ecco innestarsi tutta una serie di accadimenti, situazioni, ricordi, passioni che hanno il potere di farci rivivere, dall’ intus un’epoca che sembra lontana anni luce, vissuta da una generazione che ha patito la guerra e che l’ha scavalcata rafforzata dentro e desiderosa di vivere una nuova esistenza di riscatto, capace di far dimenticare gli orrori che ogni conflitto reca inevitabilmente con sé. Bruna Nizzola sulla scansione di vicende lontane, avvalendosi anche di mezzi moderni quali la posta elettronica, poco concedendo all’alone mitizzante della memoria, in sordina, senza che ce ne accorgiamo, riesce a veicolare le sue convinzioni etiche ed esistenziali dettate dal buon senso di chi, giunto ad un’età in cui possibile e doveroso stilare un bilancio critico di un’epoca, nutre ancora la fervida speranza che certe situazioni non si verifichino mai più e cerca di portare la propria pietruzza all’edificazione di un’epoca più giusta e serena, se non proprio felice. Viareggio, agosto 2007 MANRICO TESTI IncipitIl vuoto
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