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Indagine su Anna Visualizza ingrandito

Indagine su Anna

ISBN 978-88-6690-133-4

Nuovo prodotto

Autore: Paolo F. Cuniberti      

Formato: libro cartaceo - 136 pagine

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12,00 €

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RECENSIONE

Torino, anni Ottanta. Un investigatore privato cinquantenne e sfigato, una segretaria più matura del suo datore di lavoro, ma molto ben conservata, una bionda signora-bene e l’inevitabile marito ricco. Questi i personaggi che guidano l’azione di un’indagine sulla vita e le abitudini della bella Anna, in un romanzo che affronta, con ironia leggera, il tema della crisi di valori di quegli anni, della coppia e della sessualità offrendo il garbato suggerimento che le soluzioni esistono, basta saperle individuare.

INCIPIT

La busta bianca venne lasciata cadere con malagrazia dalla signora Cavagnero sulla scrivania di Orlando Piovano, assieme a due quotidiani e a un bollettino postale per il pagamento del telefono. Nient’altro, in quella bella mattina di primavera inoltrata che chiamava a uscire piuttosto che fare il topo da ufficio. Il tonfo del malloppetto di carte sollevò un po’ di pulviscolo, ben visibile nel raggio di luce che penetrava dalle imposte socchiuse, fece volare a terra un foglio di appunti datato 28 gennaio 1988 e fece traballare pericolosamente una tazzina di caffè con il vicino bicchierino di liquore per la correzione. Orlando, che stava rivolto verso la finestra con la schiena alla scrivania, sobbalzò sulla poltroncina in cui s’era appisolato come un angioletto innocente meditando un caso di una certa gravità. Fece ruotare il sedile verso il centro della stanza in tempo per vedere il fondoschiena sdegnoso della Cavagnero che spariva oltre la soglia e chiudeva la porta sbattendola, ma non troppo, per non danneggiarla.

La sua fedele segretaria Teresa aveva raggiunto la fatale soglia della maturità e si stava incamminando verso il prossimo traguardo dei sessanta. Ormai da settimane, attraverso muti segnali gestuali, coglieva ogni occasione per comunicare la sua disapprovazione verso il contegno di Piovano, perché ci teneva a mantenere una certa disciplinata apparenza, a cominciare da se stessa, sempre ben curata ed efficiente, nonostante la mancanza di lavoro e il dissesto finanziario in cui versava l’agenzia da qualche tempo. Tutto per colpa del socio che aveva lasciato l’attività e preteso la sua quota, portandosi via anche qualche buon cliente. Ormai si campava bene solo con spiate industriali e sporadiche informative riservate su qualche candidato durante le campagne elettorali. Tutte cose in cui il socio eccelleva. Orlando, specializzato in infedeltà, pedinamenti e indagini familiari, doveva riconoscere che l’attività nel suo ramo tendeva ormai a languire. Troppe separazioni consensuali dopo nemmeno un anno di matrimonio, troppe corna risapute, dichiarate e tollerate. L’unico caso che gli avevano commissionato di recente riguardava solo un’indagine su una spartizione ereditaria, già contesa prima ancora che tirasse le cuoia una vecchietta quasi centenaria. Una fazione dei futuri eredi temeva scherzi da parte di qualcun altro della famiglia, un gruppo avverso di parenti che magari stava già disinvoltamente circonvenendo l’anziana progenitrice. Una questione di soldi insomma. L’unico argomento che ancora tirava. Si campava ogni tanto su alcuni divorzi, purché ci fosse un bel contenzioso sulle sostanze e sugli alimenti, ma si doveva trattare sempre di grosse cifre, altrimenti mica valeva la pena. Perciò la brava Cavagnero non sopportava l’inerzia del suo datore di lavoro; e tuttavia non se ne andava, anche se non percepiva stipendio da tre mesi, potendo a breve contare sull’imminente assegnazione della pensione dopo quasi quarant’anni di onesto lavoro.

Orlando raccolse il foglio di appunti da terra e lo esaminò con una certa attenzione, poi diede un’occhiata al datario sulla scrivania: 21 maggio. Accennò ad avvicinarsi allo schedario di metallo grigio addossato alla parete di fianco, poi si risolse altrimenti: appallottolò il foglio e lo lanciò nel cestino, senza centrarlo. Guardò la corrispondenza: prima la bolletta, che aprì e ripiegò con un sospiro facendola sparire in un cassetto; poi aprì un giornale scorrendo i titoli grandi; lo chiuse con un altro sospiro. Stava per esaminare il secondo quotidiano quando realizzò la presenza della busta. Oggetto inconsueto, da un po’ di tempo, nel suo ufficio. La granfiò incuriosito e per prima cosa controllò l’indirizzo per accertarsi di esserne il legittimo destinatario e non, per dire, si trattasse di un disguido postale. Inforcò gli occhiali per i suoi occhi presbiti e scrutò il frontespizio della busta dove mano sicura ed elegante aveva vergato in caratteri stampatello:

AGENZIA CISPADANA INVESTIGAZIONI

ALL’ATT.NE SIG. O. PIOVANO

VIA …            TORINO

Infilò il dito in una fessura del piego e lo strappò estraendone una lettera a cui era spillato un assegno circolare. Prima di leggere la lettera Orlando non poté fare a meno di guardare la cifra: un milione di lire tondo. Come gli assegni del signor Bonaventura nei fumetti che leggeva da ragazzino sul Corriere dei Piccoli. Titolo non trasferibile e intestato all’ordine di Orlando Piovano Cispadana Investigazioni, a firma abbastanza leggibile di un certo Eugenio Casalis.

Dispiegò i fogli e lesse.

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Autore: Paolo F. Cuniberti      

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