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Frittate e grattacieli Visualizza ingrandito

Frittate e grattacieli

ISBN 978-88-6690-291-1

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4,99 €

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PRESENTAZIONE

Un uomo bello, intelligente, musicista, talentuoso ballerino di tango (ma un gran bastardo) e una donna disposta ad annullarsi per lui, a dedicargli la sua vita, con il solo scopo di vederlo felice. La storia di Alessandro e Mina, che vivono insieme da sette anni, sembra in effetti banale, destinata ad avvitarsi su se stessa. Ma l’allontanamento dell’uomo, che si stabilisce a Bruxelles per motivi di lavoro, con l’intesa che anche Mina lo raggiungerà appena possibile, rappresenta l’occasione, per la donna, attraverso le mail e i contatti su Skype, di fare il bilancio della sua storia d’amore, e anche della propria vita, di cui vede debolezze, difetti e mancanze. Mina si racconta ad Alessandro e, soprattutto, si racconta a se stessa, riuscendo finalmente a capire chi è e cosa vuole fare della sua vita, diventandone la regista e decidendo che è arrivato il momento di non accontentarsi. Mai più.

INCIPIT

Pronti partenza via

Nuovo messaggio

A: Alessandro Almarai

Oggetto: PRONTI PARTENZA VIA

Ciao Tesoro,

mentre ti scrivo, tu sarai ancora in volo per Bruxelles. Probabilmente leggerai questa mail appena sbarcato in aeroporto. Oppure la leggerai una volta arrivato a casa di Christoph.

Alla fine sei partito… Dopo sette anni di relazione e sei di convivenza. Dopo sette anni, sei tornato a vivere nel posto da cui eri fuggito per venire a stare qui. Da un giorno a un altro, ti sei cambiato le scarpe, sei salito sul primo aereo e sei volato via da qui e da me. Destinazione: un’altra vita. Io, invece, sono rimasta a terra, ancora immersa nella mia vecchia esistenza, in attesa che qualche architetto belga scorra il mio curriculum professionale e decida di chiamarmi a lavorare da lui. Sto continuando a inviarne di curricula, ogni giorno: sono partita dagli studi degli archistar e, mail dopo mail, sono andata a scendere verso studi di colleghi meno conosciuti, in modo sistematico. Quando ti ho accompagnato all’aeroporto, mi hai chiesto di darmi da fare per cercare di raggiungerti il prima possibile.

“Stai tranquilla: io non ti lascio. Vedrai che ti chiameranno presto. Intanto ci sentiamo su Skype e poi su What’s App.”

“Ok” ti ho risposto io, un po’ mesta.

“Scrivimi” mi hai detto mentre superavi il check- in. “Approfitta di questo tempo per raccontarmi quello che non so di te. Mi parli sempre così poco di te.”

“Va bene.”

“Appena l’aereo atterra ti mando un sms, ok? E poi tra quindici giorni vieni a trovarmi, vero? Ti ho già comprato il biglietto! Ciao tesoro, ti voglio bene.”

“Anche io… Ciao.”

È vero, in questi anni insieme, ti ho raccontato molto poco di me. Quello che sai, lo hai dovuto intuire dai miei silenzi, dalle mie pause e dai miei sospiri. Perché io le cose importanti non so raccontarle, ho bisogno di scriverle, ho bisogno di tempo per scegliere le parole, costruire le metafore e dosare i puntini sospensivi.

E allora, eccomi qui, oggi, seduta da sola nella nostra casa a scriverti quello che non ho avuto il coraggio di raccontarti, cercando di ingannare l’attesa, allentare la tensione e sciogliere un po’ di questa solitudine. Sono sicura che queste lettere ti aiuteranno a conoscermi, finalmente, perché sono convinta che tu abbia ragione quando mi dici che non ti racconto mai nulla. E nel caso di un addio, aiuteranno entrambi a lasciarci con consapevolezza e serenità.

Ti voglio bene. Ci sentiamo dopo in chat.

Baci.

Recensioni degli utenti (solo registrati)

Valutazione 
02/10/2017

Piacevole lettura densa di spunti di riflessione.

Lettura piacevole e densa di spunti riflessivi in una struttura narrativa che si specchia totalmente nelle tante E-mail che la protagonista femminile (Mina) scrive ad Alessandro, suo compagno di vita da ben sette anni che si è trasferito per lavoro a Bruxelles, in attesa di un preventivato ricongiungimento che i protagonisti sembrano aver stabilito avvenire proprio nella città in cui Alessandro ora vive e lavora.
Lo scrivere di se stessa e dell’analisi e delle tante sfumature del loro rapporto di coppia nasce dall’esigenza di poter finalmente raccontarsi vincendo la di lei ritrosia a farlo (ben spiegata psicologicamente nelle prime E-mail) quando i due possono interagire nella quotidiana realtà.
Questo “escamotage” permette a Mina di fare il punto reale della situazione e dar voce finalmente ai tanti pensieri e disagi inespressi di persona.
Le E-mail che compongono l’intera struttura del romanzo sono solo quelle “in uscita” di Mina, vera protagonista, antieroe all’inizio e sempre più eroina al femminile via via scrivendo, riuscendo comunque a darci presenza e spessore di Alessandro, facendocelo percepire come realmente è, certamente non il massimo per una donna che si dice e dichiara innamorata di lui, come Mina.
Frittate e grattacieli, come titolo e definizione, prende spunto da una similitudine per spiegare due tipi di personalità: quella di chi si concentra a realizzare completamente se stesso in tutte le proprie passioni e obiettivi slanciandosi verso l’alto, cioè raggiungendo picchi di valore assoluti in ciò a cui si dedica completamente (Grattacielo) e quella che pur avendo molteplici interessi (o ingredienti) rimane una frittata schiacciata al suolo vivendo ogni presente per quello che di variegato può offrire tralasciando l’ossessivo raggiungimento di un obiettivo ben preciso posto nel futuro. E così si autodefinisce Mina stessa.
Questo romanzo di Margherita Terrosi coinvolge ogni lettore, sia maschile che femminile, facendolo obbligatoriamente parteggiare per la “frittata” Mina, esasperandolo per la sua iniziale bassa autostima e facendolo tifare per una presa di posizione e di coscienza più consona alla reale profondità psicologica e purezza interiore della protagonista.
Leggendo questo romanzo “epistolare” ai tempi del Web mi è venuto spontaneo pensare inizialmente a “c’è posta per te”, il bellissimo film del 1998 di Nora Ephron con splendidi protagonisti Tom Hanks e Meg Ryan, già remake del classico di Ernst Lubitsch “Scrivimi fermo posta”, del 1940.
Solo che mentre in “C’è posta per te” i protagonisti scrivendosi conoscevano la reale essenza dell’interlocutore epistolare pur ignorando chi realmente fosse nella loro rispettiva quotidianità reale, nel romanzo della Terrosi i protagonisti si conoscono benissimo nella realtà pur scoprendosi via via sempre più sconosciuti e distanti in questo esplorarsi virtuale ed epistolare.
Ovviamente nel finale la protagonista si riscatta e lo scoprire che anche le frittate, nel loro piccolo, si incazzano, farà sorridere finalmente ogni lettore, legato ormai a doppia mandata, empaticamente, a Mina, senza lesinarci un ultimo sussulto nell’ultima E-mail del romanzo.
Lo ripeto, una più che piacevole lettura che scorre fluidamente e con grande freschezza. Resto in attesa di leggere altre opere della stessa brava Autrice.

Valutazione 
15/03/2016

Anche le frittate, nel loro piccolo s’incazzano.

Anche le frittate, nel loro piccolo s’incazzano.
Questa parafrasi potrebbe essere la giusta sintesi per questo libro, basato tutto sulla distanza.
Distanza chilometrica, affettiva, di stile di vita e di modo di pensare.
Intanto c’è da dire che, in questo storia, tutti i protagonisti prendono forma da “una voce sola” ovvero quella della narratrice tramite le email che scrive al suo, almeno inizialmente, compagno. Nello svolgersi della trama esso diviene, oserei dire, un molestatore.
Di questa vicenda, narrata dunque in forma epistolare, noi leggiamo solo quello che scrive una delle due parti, Mina, la “frittata”, al suo “grattacielo”, Alessandro. Anche leggendo solo metà delle comunicazioni queste sono più che sufficienti per farci intuire benissimo quanto scritto da entrambe le parti.
Le spiegazioni dei due termini, “frittata” e “grattacielo”, sono ben chiare anche nella sinossi che presenta il libro ma, leggendolo, quelle che sono semplici definizioni assumono ben altre connotazioni e numerose sfumature.
E la distanza? La distanza è quella che separa in chilometri i due protagonisti principali ma, se vogliamo, sarebbe quella con minor valore nella relazione affettiva. Ciò che veramente divide i due è la loro maniera di vedere la vita, di affrontarla e di porsi nei confronti delle situazioni.
Lui, il grattacielo, capace di riuscire a dedicarsi completamente a un solo obbiettivo, sentendosi però insoddisfatto nei confronti degli altri aspetti del quotidiano.
Lei, riuscendo a essere più flessibile nei suoi molteplici interessi, dedicando loro meno tempo e dedizione ma sentendosi però inadeguata rispetto agli obbiettivi raggiunti da un partner grattacielo.
Sono questi due stili così inconciliabili fra loro? È meglio essere un grattacielo o una frittata? Credo che a quest’ultima domanda, ognuno di noi potrebbe dare una propria risposta.
E perché allora ho iniziato la mia recensione con quella frase mutuata dal titolo di un altro famoso libro? Perché, pur nell’insoddisfazione di entrambi i partner, almeno in questo volume, la stretta base del grattacielo è stata sbriciolata dalla costante adattabilità e dalla versatilità, dovuta al suo “essere più fluida”, della frittata. Essa, pur ammaccandosi, è riuscita a cambiare per l’ennesima volta la sua forma e andare avanti. Il grattacielo invece, sempre uguale a se stesso, di fronte alle medesime difficoltà, non ha saputo cambiare il suo “modus operandi”, riproponendo quella che è la sua filosofia: “tornare indietro”. Tornare a ripetere gli stessi errori senza essere capace di modificare le sue reazioni.
La chicca finale dell’ultimo capitolo è la degna conclusione di un libro profondo che porta il lettore a immedesimarsi nella protagonista. Le stesse parole le avrei usate anche io nei confronti di un ex compagno così invadente.

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Frittate e grattacieli

Frittate e grattacieli

Autore: Margherita Terrosi

Formato: Epub, Kindle

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