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Aperti ermetismi Visualizza ingrandito

Aperti ermetismi

ISBN 978-88-6690-338-3

Nuovo prodotto

Autore: Andra Leonelli     

Formato: Libro cartaceo - 84 pagine

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12,00 €

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PRESENTAZIONE

Le parole “aperti” ed “ermetismi” si legano tra loro come se fossero una sorta di strano ossimoro: gli “ermetismi”, ovvero le cose che sono chiuse, nascoste e volutamente velate, sono invece, nell’aggettivo “aperti”, lì, visibili, afferrabili, comprensibili.

Qualcosa che è per definizione chiuso si dà nell’apertura e nel farlo si rende condivisibile. L’apertura infatti non è mai solo un mostrarsi puramente gnoseologico, un rendere cono-scibili le cose nascoste, ma è piuttosto un reale tendere all’altro in una dimensione di partecipazione e di comunione. Di pura compassione nel senso di “patire insieme”.

 

Senza voler necessariamente rintracciare nel termine “ermetismi” rimandi alla massiccia tradizione italiana di un certo modo di far poesia, Andrea Leonelli sceglie di compiere un viaggio all’interno dei propri, personali, individuali “ermetismi” nel tentativo di renderli “aperti” soprattutto a sé stesso più che al lettore.

Il poema che Leonelli costruisce è soprattutto un lungo monologo in cui il principale fruitore è Leonelli stesso, o forse i molti suoi sé che lo animano, un soliloquio verso una nuova dimensione di scoperta e di esistenza.

 

Tutto prende vita dal non riconoscersi, dal non comprendersi più (e da qui ecco gli “ermetismi”):

 

Cambiamenti

Non riconosco i miei occhi:

sono di un altro.

Non riconosco la mia faccia:

non è la mia.

Chi sono adesso?

Chi ero prima?”

 

L’autore decide allora di incamminarsi in un sentiero gnostico dentro sé stesso, quel Nosce te ipsum, di cotanta tradizione classica. L’unico modo che il poeta ha di farlo è quello di scrivere, di comporre poesia: l’azione stessa del poetare, prima ancora che il suo prodotto poetico, è lo strumento con cui indagarsi.

 

Superlativo di andare

Mi schiarisco scrivendo,

ogni parola mi alleggerisce.

Vago in me cercando i miei canali.

 

Come fosse finito in una selva oscura, nel suo intraprendere questo viaggio il poeta si ritrova nell’oscurità:

 

Vagando nel tempo

Vago nel buio

alla ricerca di una luce

che mi dia direzione

casuale ma precisa.”

 

Inizia così il lungo percorso solipsistico del poeta, un flusso di emozioni, tracce di ricordi, sensazioni, atmosfere vissute e a volte solo percepite o immaginate.

Quella di Leonelli è una discesa dentro il proprio sé in cui il lettore è apparentemente solo uno spettatore esterno, para-dossalmente inutile al cammino e all’obiettivo del poeta.

 

Le molte poesie che compongono il testo sono facce ripetute di un medesimo prisma che nasconde il volto dell’autore, poeta che cerca di rintracciarsi, di scovarsi e, nel farlo, di rinascere, di andare oltre il tempo.

 

Domani avrà un suono nuovo

Domani avrà un suono nuovo

e lo sento anche ora

vibrarmi nel respiro.”

 

Tempo che scorre, lentamente verso una soglia che annuncia un cambiamento. L’excursus poetico di Leonelli è un tragitto nella conoscenza e, tramite questa, nell’evoluzione del sé verso altro.

 

Soglie

S’avvicendano

sulla soglia

passati e futuri.

La soglia è oggi.”

 

Ed è proprio attraverso questa soglia che avviene il mutamento; il buio da cui eravamo partiti è lasciato indietro, nell’ieri e ora siamo nel domani, in un domani di luce in cui lasciarsi avvolgere e bagnare. È una resurrezione:

 

Risorgendo

Attraverso la soglia

fra ieri e domani.

Quel che resta

indietro

un tunnel buio

dal quale emergere,

risorgendo

a nuova luce,

bagnandomi di domani.”

 

In cui, finalmente, respirare dopo l’asfissia:

 

Un respiro dopo l’asfissia

Un sopravvissuto

che sguscia dalle macerie

di una vita.

Un respiro dopo l’asfissia

 

Superata la soglia, tornati a vedere la luce e a respirare, a riconoscersi, il poeta volge lo sguardo indietro:

 

Sentendomi come Dio

Volgo lo sguardo

sentendomi come Dio”.

 

Leonelli si sente come Dio, tanto è stato improbo il viaggio, desiderata la meta e agognata la fine del viaggio. L’approdo. Il porto.

 

Ma mai ci si ferma perché, come insegnavano i greci e non solo, tutto è ciclico, e tutto tornerà:

 

 

Genetiche incertezze

Quotidiane contraddizioni

in un ciclico

riproporsi sul palco.”

 

Prima di concludere questa introduzione a “Aperti ermetismi”, è necessario far solo un cenno al ruolo del lettore. Avevamo visto che apparentemente in questo cammino individuale, solipsistico che l’autore compie il lettore pareva essere accantonato, personaggio inutile, non necessario.

L’atto dello scrivere era sufficiente a sé per intraprendere il viaggio gnostico desiderato dall’autore.

In realtà il percorso di Leonelli è un peregrinare catartico dentro se stesso, un viaggio che assume, nel suo darsi al testo, una valenza paradigmatica, diventa una mìmesis in cui il lettore può riconoscersi e specchiarsi. Chi legge è così invitato a compiere, per le sue individuali e personali vie e stanze, il medesimo pellegrinaggio di auto conoscenza.

Leonelli è così, forse quasi inconsapevolmente, un apripista nel sapere di sé.

 

                                                                           Alex Tonelli

 

Trieste

12 Marzo 2016

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Autore: Andra Leonelli     

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