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Consumando i giorni con sguardi diversi Visualizza ingrandito

Consumando i giorni con sguardi diversi

ISBN 978-88-6690-293-5

Nuovo prodotto

Consumando i giorni con sguardi diversi - Silloge poetica

Autore: Andrea Leonelli

Formato: Epub, Kindle

Note sull'autore

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4,99 €

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RECENSIONE

di Irma Panova Maino

Consumando i giorni con sguardi diversi è una silloge di transizione, che porta il lettore dal cupo pessimismo della prima raccolta di Andrea Leonelli (La selezione colpevole) alla speranza racchiusa in Crepuscoli di luce.

Il filo conduttore sono l’attesa, l’indifferenza e l’apatia, anche se non mancano note acute, in alcune composizioni, che ancora ricadono nella disperazione o si aprono nello spiraglio affettivo presente nella raccolta successiva. Il poeta ricerca la propria ragione di esistere, la motivazione necessaria che potrebbe tornare a farlo rinascere a vita nuova, oppure l’alibi per affondare nel proprio abisso. Una scusante qualsiasi che gli possa donare l’abbrivio per respirare o l’energia per osservare l’ambiente esterno con occhi nuovi. Nel frattempo, il tempo lo consuma e corrode i suoi residui di forza, portandolo ad abbandonarsi all’oblio.

Il tempo si dilata fino a perdere importanza, diventando un mero accessorio giornaliero, totalmente inutile per chi non sa cosa farsene. Ed è in questo stato di apatia che nascono le sperimentazioni lessicali, in cui le parole prendono nuova forma e occhieggiano verso quella scienza che non pare poter essere mescolata alla poetica.

Il gatto di Schrödinger spunta fra le righe, quasi estraneo alla prosa ma perfettamente inserito nel contesto. Un’anomalia che non pare fuori posto, quando poi, proseguendo, s’incontrano quanti, universi paralleli e particelle cosmiche. Termini poco utilizzati nel campo poetico ma che, in questo caso, paiono amalgamarsi, senza alcuna difficoltà, con concetti molto più filosofici e dettati da un’anima inquieta.

Come sempre, Andrea ama giocare con le parole e dentro a ogni sua poesia se ne cela un’altra in grado di donare altre emozioni. Il caso più eclatante si riscontra in Prospettive digradanti, tipico esempio di quel distillato che tanto è tornato di moda:

 

Prospettive digradanti

come voli di uccelli

in gabbia dopo la cattura

sognanti libertà, infiniti voli

e vedute dall’alto, lontane

dalla grettezza dell’uomo.

Un volare infinito ad infinite altezze

staccarsi anche dal corpo,

separarsi dal sé terreno,

vagare negli spazi,

fra le stelle. fra le galassie

in un buio, nero e freddo, vuoto

e nel nulla

comprendere in sé il tutto.

Il senso dell’essere e del non essere

e chiederselo guardando le orbite vuote

di pianeti vaganti, persi nel cosmo

e infinitamente soli.

 

Ed ecco che Prospettive digradanti, prese le ultime parole di ogni verso, si trasforma in:

 

Digradanti uccelli

catturano voli

lontano dall’uomo.

Ad infinite altezze

dal corpo terreno

fra spazi e galassie

il vuoto

il nulla

tutto.

Essere vuoti

persi nel cosmo.

Soli.

 

La poesia risorge dalle proprie ceneri e, come l’Araba Fenice, accompagna il poeta verso la redenzione e quella nuova motivazione di voler esistere. Quando il lessico è così magistralmente padroneggiato, anche l’anima più tormentata finisce per arrendersi alla voglia di vivere e sperimentare ancora. Buona lettura.

 

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