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Favole per gatti

ISBN 978-88-6690-326-0

Nuovo prodotto

Autore: Anna Lorenzetti

Formato: Epub, Kindle

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4,99 €

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PRESENTAZIONE

L’educazione infantile nel primo dopoguerra risentiva molto della cultura ottocentesca e consisteva praticamente in poche leggi ferree e inderogabili: un bambino non poteva aprire bocca se un adulto parlava o ascoltava la radio (quindi mai), non doveva giocare facendo rumore, doveva essere bravo a scuola e mangiare tutto quello che gli mettevano nel piatto, piacesse o no. Inutile dire che diritti non ne esistevano.

Con questi principi sono cresciuta io, unica bambina in un mondo di anziani, tutto sommato anche indulgenti.

Inutile spiegare quanto tempo avevo per osservare il mondo degli adulti e ragionarci sopra.

E le mie conclusioni, come quelle di tutti i bambini, erano molto logiche e semplici: gli adulti erano tutti ipocriti e cretini.

Vedevano solo la realtà materiale senza saper vedere nulla con la fantasia e senza saper giocare.

La cordicella che mi posavo sui capelli e che per me si trasformava nelle splendide trecce di una principessa restava per gli adulti una semplice, desolante cordicella, mentre quando decidevano di giocare non sapevano far altro che sedersi per ore attorno ad un tavolo, scambiandosi delle carte, cosa che giudicavo, forse non proprio a torto, abbondantemente idiota.

Di conseguenza avevo deciso di crescere mantenendo quella che credevo la mia umanità, cioè la fantasia che mi avrebbe permesso di vedere il mondo non solo con gli occhi fisici ma anche con quella indefinibile cosa che chiamiamo anima.

Chi mi conosce sa che ho mantenuto la promessa.

A proposito, a quelli che possono vedere le mie maschere, prego notare che la mia menade etrusca ha una acconciatura composta da una grossa corda.

Quando è arrivata, la mia adorata gatta Berenice aveva poco più di due mesi. Come tutti gli animali, soprattutto se piccoli, era spaventata dai temporali, per cui in quelle occasioni la prendevo in braccio coccolandola teneramente anche con la voce. Le parlavo con toni sereni ed uniformi, che insieme alle carezze la tranquillizzavano. Poi mi sono accorta che veramente sembrava ascoltarmi e capire, così anche per un mio gioco ho iniziato a raccontarle favole.

Ma, essendo io Anna, non potevo certo parlarle di Cenerentola o del gatto con gli stivali, ed il fatto che lei non potesse interrompermi o contestarmi mi permetteva di parlare a ruota libera.

È venuto così a crearsi nel tempo un mondo assolutamente improbabile, dove un gatto randagio può diventare cavaliere errante e l’arcobaleno viene arrotolato come un tappeto, dove San Pietro è nevrastenico e gli angioletti troppo dispettosi non vengono promossi ad angeli custodi.

E se qualche volta un messaggio esiste, mi auguro di averlo ben criptato, perché l’unico intento di queste favole è quello di strappare un sorriso.

 

                                             Anna Lorenzetti

INCIPIT

CHI È L’ARTISTA

 

 

Una volta, agli albori del mondo, il Signore camminava insieme agli uomini nel giardino dell’Eden.

Tutti, uomini e animali, erano felici.

Ma gli uomini sono creature strane, sempre scontente ed irrequiete, e così un giorno uno di essi si avvicinò al Signore che passeggiava lungo la spiaggia, godendosi il panorama.

“Cosa c’è figliolo, perché non sei sereno? Sii sincero e dimmi che cosa non va.”

“Signore, non c’è niente che non vada e tutti sono felici, ma, ecco, un pensiero mi tormenta, tanto più che non so se ciò che ho pensato sia giusto o piuttosto irrispettoso. Signore, Tu ci hai fatto a Tua immagine, ed hai messo in noi la Tua scintilla divina: anima e pensiero, e quando parli con noi, noi siamo consci della Tua comprensione e sollecitudine. Ma noi nei Tuoi confronti come siamo? Chi di noi può capire se sei felice o no? Io so che vedi il mondo in un modo diverso da noi, ma in cosa consiste la differenza? Vorrei essere più vicino al Tuo pensiero ma come posso, se ti conosco così poco?

Spero di non peccare di presunzione, non voglio essere al pari di Te, vorrei solo capirTi meglio per esserTi più vicino. Credi, è solo amore.”

“Quello che dici è vero, ma l’uomo non può capire, con le sue facoltà, l’essenza divina e quindi il Tutto. Però posso accontentarti in parte. Vediamo. Guardati intorno e dimmi: cosa vedi?”

“Vedo il mare, pieno di pesci che ci nutrono, e poi c’è la spiaggia dove possiamo tirare in secco le barche, e la collina piena di piante che ci danno legna per scaldarci e frutti per nutrirci…”

“Basta così. Ora vai a dormire, e domattina ci vediamo di nuovo qui, e tu avrai il tuo dono.”

 

Inutile dire che il giorno dopo, appena sorto il sole, l’uomo era di nuovo nel punto dove il Signore lo aspettava: “Eccomi a Te, Signore.”

“Bene, guardati attorno, cosa vedi?”

“Che meraviglia! Il mare è una incredibile coperta azzurra che lo splendore del sole ricama con mille pietre preziose, e la spiaggia scintilla da far male agli occhi, e la collina! Cosa c’è di più bello del verde degli alberi contro l’azzurro del cielo? E guarda quei cespugli di ginestre, non sembrano tante pecorelle d’oro al pascolo tra il verde delle piante? Cosa posso dire degli uccellini tra gli alberi? Riempiono l’aria di musiche e melodie e di colori e di grazia, e riempiono anche il mio cuore. Signore, hai cambiato tutto il mondo in una sola notte?”

“No, ti ho regalato solo un piccolo frammento di anima in più, e con questo frammento potrai vedere il mondo come lo vedo Io. Ti ho regalato l’anima dell’artista.”

 

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