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La Bela Caplera Visualizza ingrandito

La Bela Caplera

ISBN 978-88-6690-372-7

Nuovo prodotto

Autore: Piera Rossotti Pogliano

Formato: Epub, Kindle

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4,99 €

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RECENSIONE

Il 28 febbraio 1807, la lama della ghigliottina eretta a Torino in Piazza Carlina cala, col suo cigolio sinistro, sul collo della più famosa donna condannata nella Torino napoleonica, la Bela Caplera. È una brunetta di 23 anni, accusata di tentato avvelenamento ai danni di una sua collega, che praticava come lei il mestiere più antico del mondo, che non è quello della cappellaia... Il boia alza la testa mozzata tenendola per i capelli, la mostra agli astanti e, si racconta, gli occhi ormai fissi della morta si mettono a lacrimare.

Rimasti racchiusi per oltre duecento anni nei registri del Tribunale criminale conservati all’Archivio Storico della Città di Torino, gli atti del processo e il verbale di esecuzione vengono ora a raccontare un pezzetto di storia della nostra Città.

Insieme alla Bela Caplera, si fanno avanti tante altre donne…

INCIPIT

La Bela Caplera è esistita davvero?

 Alla base di questa ricerca c’è, come spesso accade, la curiosità. Ho letto, qua e là, in opere di eminenti esperti di storia torinese, quali Alberto Viriglio e Renzo Rossotti, che cito nel corso del testo, di una giovane, denominata la Bela Caplera, ghigliottinata durante il periodo napoleonico a Torino, forse prima donna condannata in Piemonte a questo genere di pena capitale per aver assassinato il marito, ma non ho mai trovato riferimenti precisi né al suo nome, né alla sua età, né all’anno effettivo dell’esecuzione.

I Francesi erano molto precisi nel registrare ogni cosa, sicuramente doveva esistere qualche documento scritto, oppure si trattava soltanto di una leggenda? Tentare di svelare l’arcano era una sfida troppo ghiotta.

Le sentenze del Tribunale Criminale della Torino napoleonica, attivo dal 1802 al 1811, sono raccolte in sedici, grandi registri, conservati all’Archivio di Stato di Torino, nella sede di via Piave, il vecchio ospedale San Luigi.

Così, ho iniziato con entusiasmo a leggere quelle pagine pazientemente vergate dai cancellieri, in un francese per lo più corretto, che racchiudono le sintesi dei processi, le sentenze e le loro motivazioni, e poi anche i verbali delle esecuzioni capitali.

Della Bela Caplera, per lungo tempo, nessuna traccia. Strano se, come si dice, sia stata davvero lei la prima donna decapitata in Piazza Carlina, come continuò ad essere denominata la piazza nel periodo imperiale (mentre, nel periodo repubblicano, era divenuta per breve tempo Place de la Liberté).

Un po’ delusa, non ho tuttavia smesso di leggere, incuriosita dalle storie che si celavano dietro un fraseggio burocratico, volutamente neutro.

Ho trovato in quelle pagine progetti di vita e fallimenti di tanti uomini e donne. Sono state soprattutto le storie di queste ultime che mi hanno colpita: talvolta, mentre leggevo, quelle donne balzavano davvero fuori da quei grandi registri manoscritti, a tutto tondo, con la solitudine, magari davanti a una gravidanza non voluta, la sofferenza per i maltrattamenti, la disperazione, la miseria morale e materiale. Qualche volta, ma meno spesso di quanto si potrebbe credere, si sentiva anche la malizia e la cattiveria, il cinismo o il desiderio di vendetta. Qualche altra volta, una disarmante ingenuità.

Un bel giorno, in un caldo pomeriggio di luglio, è arrivata pure lei, la Bela Caplera, a raccontarmi di sé… ma ho voluto scrivere anche altre storie di donne che ho incontrato in quelle pagine, che mi si affollavano nella mente e che chiedevano a gran voce di essere raccontate.

Sicura come sono che la storia sia fatta di documenti da interpretare, e che il nostro passato sia importante, perché ci dice come siamo e perché siamo così, ho cercato di far parlare alcune di queste donne, di unire al rigore della testimonianza scritta di quei verbali asettici la comprensione umana, per far sentire le loro ragioni e, forse, anche il loro ultimo grido senza voce.

Piera Rossotti Pogliano

Recensioni degli utenti (solo registrati)

Valutazione 
05/07/2017

Appassionante ed istruttivo

Se siete appassionati di storia e di tutte le sfaccettature che, luminose o fosche che siano, popolano qualsiasi periodo storico questo è il libro che fa per voi. Se ardua è l'impresa di dar voce a importanti personaggi storici lo è sicuramente di più dar voce ad elementi che facevano parte del popolo. Anzi, a quella parte di popolazione che definire misera e derelitta era pura e semplice verità. Un bel lavoro di finissimo ricamo il cui risultato che la scrittrice ci offre è il comprendere, almeno in parte, il periodo storico osservato dalla parte dei più poveri

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Autore: Piera Rossotti Pogliano

Formato: Epub, Kindle

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